Luganega Maya – con tropea, friarielli, pomodori, coriandolo e lime


I giorni prima di partire per le vacanze sono quei giorni in cui mi freno dall’impulso di entrare a comprare qualcosa in un negozio di alimentari e mi sforzo di svuotare il frigo il più possibile, per limitare al massimo gli sprechi di cibo (ho la sindrome da formica io, ed è un problema serio).

Questo giro, prima di partire per un VIAGGIO con la V e tutte le altre lettere maiuscole (ma di questo ve ne parlo dopo), mi sono ritrovato nel frigo:

– salsiccia luganega
– friarielli (o friggitelli)
– pomodori
– cipolla di tropea
– coriandolo
– lime

a cui ho aggiunto sale e vino bianco.

Il risultato è stato un piatto privo di grassi aggiunti (l’unico grasso è quello della salsiccia), poco costoso (siamo sui 2 euro a porzione) e ideale per i single (come il mio coinquilino che non ha molta voglia/capacità in cucina e abbisogna di piatti semplici da fare).

Il nome che ho dato al piatto, Luganega Maya (così come il filo conduttore del sapore che ho voluto dargli) ha delle note messicane, in onore dell’ultimo VIAGGIO fatto, oramai qualche anno fa, con la stessa compagnia di quest’anno. Quando eravamo in Messico era tutto sole, giungla, mare e cibi deliziosi; in quel viaggio ho imparato un sacco di cose sia sulla cultura che sulla cucina indigena: dalle piramidi Maya alle tortillas cotte sul fuoco, dal pollo a colazione ai cenote, dal pico de gallo ai bambini che non avevano mai visto una persona con gli occhi verdi, poi ancora il vero guacamole e mille altre cose… insomma, un bagaglio che ancora oggi mi torna un sacco utile e che, guarda caso, mi ha aiutato nel pensare questo piatto. Ma passiamo al dunque:

Luganega Maya
con tropea, friarielli, pomodori, coriandolo e lime

Ingredienti per 2 persone:
– due pezzi di luganega (circa 150 g.)
– 5 peperoni friarielli di media dimensione
– 1 pomodoro maturo
– 2 cucchiai di coriandolo
– 1 lime
– 1 cipolla di tropea
– mezza tazzina da caffè di vino bianco secco

opzionale se volete farvi delle tortillas
150 g di farina di mais bianca

Tagliare e pulire le verdure:

– i pomodori  concassé
– i peperoni tagliati in due e privati dei semi
– la cipolla a fette spesse mezzo centimetro
– il coriandolo  a chiffonade
 il lime spremuto

Bucherellare la salsiccia con uno stuzzicadenti (per favorire l’uscita dei grassi con il calore) e tagliarla a pezzi di 3 cm circa

Disporre gli ingredienti in una padella, sovrapponendoli, in questo ordine:
1 salsiccia
2 cipolla
3 peperoni
4 pomodori
5 coriandolo

Salare e mettere sul fuoco con fiamma vivace per 3-4 minuti, senza girare.
Bagnare con mezza tazzina da caffè di vino bianco ed il succo di lime, coprire, abbassare la fiamma e lasciare cuocere per una decina di minuti.

Nota: aggiungere un goccio di acqua nel caso in cui si asciughi troppo, ma le verdure rilasceranno un bel po di acqua e dovrebbe essere tutto perfetto, soprattutto se resistete alla tentazione di alzare il coperchio ogni 30 secondi (io ho fatto molta fatica a non farlo)!!!.

Mentre la luganega cuoce, unire alla farina di mais dell’acqua (circa lo stesso peso della farina) e un pizzico di sale, impastare fino ad ottenere un composto compatto. Dividere il composto in 4 parti e stendere fino a spessore di 2-3 millimetri dando una forma circolare. Scaldare una padella antiaderente (ideale quella per le crepes) e far cuocere le tortillas per 1-2 minuti per lato. Tenere in caldo le tortillas pronte.

Spegnere la fiamma, lasciare riposare un paio di minuti, quindi impiattare e accompagnare con le tortillas di mais cotte. SE volete potete aggiungere del peperoncino fresco a filettini per rendere tutto più focoso, ma anche così vi assicuro che è delizioso!

Luganega Maya… fatto!


Commenti (2)

  1. Edo

    Giusto per la cronaca, friarielli e friggitelli mi risulta siano due cose ben diverse una dall’altra: quelli che hai utilizzato nella ricetta sono friggitelli (che sono dei peperoni), i friarielli sono invece le infiorescenze sviluppate dalla cima di rapa ed assomigliano alla scarola. Anni di vacanze nel salernitano mi hanno insegnato questa distinzione.

  2. Giorgio Gramegna

    Ciao Edo, anche io la sapevo così, poi ho letto su wikipedia che in realtà questi peperoni vengono chiamati in modo diverso in base alla zona… buh! anyway, l’importante è che si capisca di cosa si magni! 😀

I commenti sono chiusi.


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