Giorgio Gramegna’s FOOD Pornography®


Jace Everett cantava Bad Things mentre ero chiuso a chiave in camera, sdraiato sul futon blu intento a sfogliare le foto dei piatti che avevo cucinato sull’iPad, ed erano le 18:00 oppure le 22:00 o ancora le 13:53 e continuavo a fare zoom in e zoom out per cercare nuovi particolari nelle foto ed ero così concentrato ed assorto che il Mondo avrebbe potuto finire in quel momento che non me ne sarei reso conto.
A un certo punto il mio coinquilino bussò alla porta, ed io ebbi un sussulto ed il cuore cominciò a pompare sangue misto ad adrenalina a una velocità pazzesca nelle mie vene e d’impulso nascosi l’iPad tra i cuscini mentre mi alzavo per andare ad aprire la porta visibilmente imbarazzato.

Mi chiamo Giorgio Gramegna, e ho un problema con il cibo.

Ma andiamo in ordine.

Sono nato e cresciuto a Novara, e sono sempre stato molto curioso. Delle persone, del cibo, della tecnologia e di Dio (o dell’esistenza degli alieni).

Io amo il cibo, sono onnivoro, non ho nessun pregiudizio alimentare e sono sempre stato l’orgoglio di mamma perché mangiavo tutto. Anche le cose degli altri.

Da piccolo ho passato tantissimo tempo in cucina. Oltre ad assaggiare ogni cosa, guardavo mia madre per ore mentre cucinava e poi la aiutavo a pulire le verdure, a preparare la pizza, la pasta fresca, o ancora preparavo il formaggio cagliando il latte con il limone oppure la salsa vinagrette per condire l’insalata.

Ma no, io non cucinavo. Non mi era permesso. Nessun piatto mio. Nessuna idea. Solo aiutare. E guardare.

Mano a mano che passavano gli anni chiedevo sempre più spesso il permesso per preparare il pranzo, ma la risposta di mia madre era sempre la stessa:

 

Giorgio Gramegna

 

“Quando avrai la tua cucina, cucinerai tu.

E così è stato, dal primo anno di università ho cominciato a cucinare veramente, affascinato e a volte ossessionato dalla creazione di nuovi piatti.

Ho studiato comunicazione e marketing in una Business School internazionale sul lago Maggiore, ho vissuto qualche anno tra Pallanza e Ghiffa e infine mi sono trasferito a Milano, lavorando sempre nel campo del digital, l’altra mia grande passione.

Dopo oltre 10 anni di esperienza in importanti agenzie di comunicazione e marketing  ho sentito il bisogno di avere una mia realtà, e insieme ad altri due ragazzi abbiamo iniziato una fantastica avventura imprenditoriale reinventando quello che per noi deve essere una digital service agency, con l’obiettivo di realizzare dei prodotti web e mobile innovativi e straordinari, lavorando duramente e con grande passione.

Ma torniamo alla cucina.

Quando penso a un piatto mi piace considerarne il design in tutti gli aspetti: i sapori, gli odori, l’aspetto visivo e le emozioni che voglio trasmettere a chi assaggia le mie creazioni attraverso ogni singolo morso: tutto deve funzionare alla perfezione.

Capita di svegliarmi nel cuore della notte con l’idea per un nuovo piatto, un accostamento, un nuovo modo di usare un ingrediente. Questa idea mi tormenta costantemente fino a quando non la cucino.

Quando sono triste, devo pensare o più semplicemente quando voglio stare da solo entro in un supermercato e comincio a vagare senza meta, su e giù, avanti e indietro, facendo lo slalom tra carrelli pieni e persone che si muovono disordinate tra le corsie. Sbirciando le scatole colorate dei cibi e leggendo etichette varie sogno abbinamenti a caso tra le cose che mi capitano per le mani. Sbirciando i carrelli altrui per immaginarmi cosa mangeranno.

Vi ho già detto che per me la cucina è passione, istinto, follia e creatività? E che è profondamente radicata nel mio DNA?

Bene.

Confesso di essere un feticista. Osservare le persone quando assaggiano un piatto per la prima volta è una delle cose che adoro di più in assoluto.

Quindi se vi dovesse mai capitare che io cucini qualcosa per voi siete avvisati. Io vi guarderò.

Faccio questo perchè vedo il primo assaggio come il primo bacio che si da a una persona. Il desiderio, l’attesa, il significato. Tutte sensazioni, azioni, reazioni, emozioni che non saranno mai più le stesse.  Il primo bacio è il primo bacio, no? Unico ed irripetibile.

E se capita che dopo il primo bacio ti innamori, poi, cosa succede?

 

FOOD Pornography® è amore per la buona cucina.

 

 L’erotismo è quando uno lo fa, il porno è quando uno lo guarda. – Yvan Audouard

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